Milano. Al San Raffaele ricerca su trapianto cellulare e vaccino contro il diabete di tipo I
Un vaccino e il trapianto delle cellule del pancreas sono le future armi sulle
quali punta la lotta contro il diabete di tipo I, quello in cui i pazienti sono
dipendenti dall’insulina e che ha cause ancora sconosciute.
La nuova sfida italiana al diabete parte dall’Ospedale San Raffaele di Milano
che, grazie al supporto della Fondazione per la ricerca sul diabete giovanile
(Jdrf), ha presentato il 13 ottobre il Diabetes Research Institute (Dri), un
centro di eccellenza internazionale per lo studio e la cura del diabete e delle
sue complicanze. Le sue linee di ricerca sono soprattutto un programma per il
trapianto di cellule del pancreas e una sorta di vaccino basato sull’assunzione
per bocca di insulina. La loro sperimentazione partira’ nei prossimi mesi.
Si tenta cosi’ di mettere a punto nuove strategie contro la malattia. Finora le
ricerche piu’ promettenti sono state ostacolate da problemi etici e politici
(come nel caso delle cellule staminali embrionali), ma anche per la cronica fuga
dei cervelli, o per mancanza di fondi.
Va detto che il diabete del tipo I colpisce in Italia quattro bambini al giorno
e 20.000 mila giovani hanno bisogno ogni giorno di insulina per sopravvivere.
‘Con i suoi ricercatori e i suoi centri di eccellenza, la ricerca italiana sul
diabete ha un potenziale che non e’ secondo a nessuno e svolgera’ un ruolo di
primaria importanza nel prossimo futuro’, spiega Camillo Ricordi, direttore del
Dri di Miami. ‘E’ un peccato vedere i continui disagi e le limitazioni dei
ricercatori italiani che, se avessero accesso a finanziamenti e supporto simili
a quelli americani, potrebbero contribuire in maniera ancora piu’ efficace nel
realizzare una cura definitiva e debellare il diabete’.
Per il direttore del Dri del San Raffaele, Maria Grazia Roncarolo, ‘l’esigenza
del Dri del San Raffaele e’ raccogliere in un’unica casa tutti gli scienziati
che si occupano di diabete, dai ricercatori di base ai clinici, per portare le
scoperte dal bancone direttamente al letto del malato’. Il nuovo Dri, prosegue,
vuole esser anche uno stimolo per far rientrare i cervelli italiani in fuga,
‘andati all’estero perche’ non hanno opportunita’ nel nostro Paese’, ma anche un
polo che attragga fondi per finanziare le sperimentazioni.
L’obiettivo piu’ ambizioso per contrastare il diabete e’ sicuramente la
prevenzione. ‘Eppure non e’ facile -spiega Emanuele Bosi, responsabile di
diabetologia del San Raffaele- perche’ la causa scatenante ancora non la
conosciamo. Pero’ stiamo sperimentando la somministrazione per via orale di
insulina, che in questo modo puo’ agire come una sorta di vaccino. L’insulina
infatti puo’ rieducare e desensibilizzare il sistema immunitario del malato, che
aggredisce le cellule del pancreas, ed evitare quindi la progressione della
malattia’.
Il Dri del San Raffaele si affianca agli altri 11 sparsi per il mondo (l’altro
italiano si trova all’Ismett di Palermo). I 12 centri sono riuniti in una
Federazione che, grazie alle moderne tecnologie, ha creato un continuo scambio
di dati per favorire un approccio di ricerca collettivo. Per realizzare la sede
di Milano, riferisce il San Raffaele, l’investimento previsto e’ di 8 milioni di
euro, di cui circa 1,4 donati dalla Fondazione Marazzina Onlus, e gli altri da
altre associazioni e fondazioni.
Fonte: Aduc
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Tags: Diabete, vaccino, San Raffaele
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