Roma, 13 feb. (Adnkronos Salute) – Identificato un gene che predispone al cancro dello stomaco. Una ricerca,a guida italiana, ha infatti scoperto che, nei soggetti che presentano il gene metilenetetraidrofolato reduttasi (Mthfr) in forma omozigote, aumentano del 50% i rischi di cancro allo stomaco. E, se i soggetti portatori di questa variante genetica seguono una dieta povera di folati, il rischio di cancro gastrico raddoppia. La ricerca, ad opera di un gruppo internazionale coordinato da Stefania Boccia, ricercatrice dell’Istituto di igiene dell’università Cattolica di Roma, ha guadagnato le pagine della rivista American Journal of Epidemiology.

Lo studio – si legge in una nota dell’università Cattolica – si è basato su un’analisi che include tutti i lavori pubblicati in letteratura, e si è svolto in collaborazione con l’International agency of research on cancer (Iarc) e con l’Università di Pittsburgh (Usa). L’assenza di studi epidemiologici prospettici è la causa, finora, della scarsa evidenza sul ruolo protettivo rappresentato dall’acido folico nella prevenzione di questo tipo di carcinoma. Stefania Boccia, che coordina l’unità di Epidemiologia genetica e Biologia molecolare dell’Istituto di igiene, ha dunque ideato un nuovo approccio al problema: per determinare il rischio di carcinoma gastrico ha studiato direttamente l’effetto di una variante genetica, la cui presenza determina bassi livelli di folati sierici.

“Combinando insieme i dati di oltre 1500 casi e di 2500 controlli – spiega Boccia – è stato definitivamente confermato il ruolo della variante sfavorevole dell’enzima Mthfr nella suscettibilità genetica al cancro gastrico”. I ricercatori hanno poi dimostrato che i soggetti portatori di questa variante genetica presentano un rischio di cancro gastrico più che raddoppiato (oltre 100%) se la loro dieta è contemporaneamente povera di folati, ovvero ‘avara’ di vegetali a foglia larga, agrumi, legumi, arachidi, germi di grano e mais, pane integrale, lievito di birra, fegato e tuorlo d’uovo. Ma non basta.

“Lo studio – conclude la ricercatrice – costituisce la base per valutare un eventuale programma di screening genetico in popolazioni ad alto rischio di cancro allo stomaco con l’obiettivo di mettere a punto programmi di prevenzione individuali basati sulla somministrazioni di folati a coloro i quali sono portatori della variante genetica sfavorevole”. Per ottenere i risultati sono stati raccolti i dati di tutti gli studi pubblicati in letteratura riguardo all’associazione tra Mthfr e il cancro gastrico. Tra questi, uno studio coordinato dalla stessa ricercatrice della Cattolica condotto nel periodo 2002-2007 e pubblicato sulla rivista Biomarkers.



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