Nell’ambiente scientifico se ne e’ parlato moltissimo, ma ahime’ ad una conclusione chiara ed esaustiva non si e’ purtroppo ancora giunti.
Tutto parte il gennaio 2007 quando Paolo De Coppi, il ricercatore dell’universita’ di Padova ora in Gran Bretagna presso il Great Ormond Street Hospital di Londra, annunciava, insieme ad Anthony Atala, della Wake Forest University, negli Stati Uniti, la interessante scoperta nel liquido amniotico di cellule staminali simili alle cellule embrionali, capaci di differenziazione neuronale.
Se ne e’ parlato moltissimo, e dubbi sono stati espressi da un gruppo di ricercatori italiani e non solo.
Ad esprimere dubbi sulla stessa rivista scientifica che ha pubblicato l’articolo di De Coppi sono stati, insieme a colleghi di ogni parte del mondo, quattro egregi ricercatori italiani che lavorano nel campo delle staminali neurali, tra cui Elena Cattaneo (universita’ di Milano), Mauro Toselli (universita’ di Pavia), Elisabetta Cerbai (universita’ di Firenze) e Ferdinando Rossi (universita’ di Torino).
Queste le parole dei ricercatori italiani ‘L’articolo di De Coppi non riesce a fornire nessuna evidenza convincente a supportare l’affermazione che le cellule staminali derivate dal liquido amniotico sono in grado di generare neuroni’.
Nello specifico De Coppi sosteneva che le cellule staminali presenti nel liquido amniotico possono produrre cellule differenziate di svariato tipo, comportandosi in maniera assolutamente analoga alle cellule staminali embrionali. Da esse, secondo il ricercatore padovano, si potrebbero quindi ottenere cellule diverse tra cui gli stessi neuroni, oltre che a cellule che andrebbero a costutuire fegato, ossa e altri organi.
Scettici sono anche gli esperti di staminali Ole Isacson e Oliver Cooper dell’Universita’ di Harvard.
Personalmente ritengo che ulteriori evidenze debbano essere portate per avvalorare la tesi di De Coppi. Sono altresi’ convinto che nei prossimi mesi si arrivera’ a conoscere i dettagli di questo. Se vi fossero novita’ le segnalero’ sicuramente nel Blog.
Un saluto a tutti. Mi piacerebbe nello stesso tempo avere qualche testimonianza ed opinione in merito.
Questo e’ Paolo De Coppi, autore dello studio
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Volete sapere la mia opinione? Che questa storia la trovo, dal punto di vista scientifico, totalmente scorretta. Che cosa? Che questo articolo non è stato ancora pubblicato, nessuno l’ha visto (oggi forse uscirà online), eppure in rete da settimane fioccano pareri sulla sua validità, e di conseguenza sulla correttezza del lavoro di de Coppi et al. Ma che pensate che nella scienza ci si fida della parola? Chiaro, l’articolo di De Coppi et al. potrebbe avere delle lacune, questo può essere vero. Sono sicuro che Toselli et al. solleveranno questioni importanti. Ma io come faccio a giudicare prima che venga pubblicata la replica? Non posso. Tra l’altro la frase “Scettici sono anche gli esperti di staminali Ole Isacson e Oliver Cooper dell’Universita’ di Harvard” non ha alcun riscontro. Qual è la fonte di questa frase? Devo prendermi la briga di scrivere ai due scienziati per chiedere conferma? Dobbiamo metterci a fare come la storia della Carlucci e di Maiani con Glashow?
Tutto ciò è inaudito. Io una cosa del genere non l’avevo mai vista: un articolo che nessuno ha potuto ancora leggere, e già tutti traggono conclusioni. Per carità, le conclusioni possono essere anche corrette. La scienza però non funziona così. La politica forse, non la scienza. Le affermazioni devono essere verificabili.
Mi risulta che sia la contestazione che la replica sono on line dal 01/03/08:
Do amniotic fluid–derived stem cells differentiate into neurons in vitro?
Mauro Toselli, Elisabetta Cerbai, Ferdinando Rossi, Elena Cattaneo
Nature Biotechnology 26, 269 - 270 (01 Mar 2008), doi: 10.1038/nbt0308-269,
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2. Response to Do amniotic fluid–derived stem cells differentiate into neurons in vitro?
Nature Biotechnology 26, 270 - 271 (01 Mar 2008), doi: 10.1038/nbt0308-270,
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3. Isolation of amniotic stem cell lines with potential for therapy
Paolo De Coppi, Georg Bartsch, M Minhaj Siddiqui, Tao Xu, Cesar C Santos, Laura Perin, Gustavo Mostoslavsky, Angéline C Serre, Evan Y Snyder, James J Yoo, Mark E Furth, Shay Soker, Anthony Atala
Nature Biotechnology 25, 100 - 106 (01 Feb 2007), doi: 10.1038/nbt1274, Research
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Ciao Germana, bhe’ alla fine doveva uscire il 28 febbraio, poi e’ stato rimandato al primo marzo e finalmente e’ uscito l’8 di marzo. Grazie anche a lei Paolo per il suo commento. Mi scuso per la replica non proprio repentina. Ho avuto modo di leggere lo scorso anno sia l’articolo di De Coppi ( De Coppi, P. et al. Nat. Biotechnol. 25, 100–106 2007 ), che la replica apparsa su Nature Biotechnology per mano dei ricercatori di cui parlavo nell’articolo, un paio di giorni fa.
Il concetto, che ha reso perplesso anche me e’ il seguente, provo ad esporlo brevemente.
De Coppi e gli altri affermano che le AFS ( Amniotic-fluid derived stem cells ) possono trasformarsi in neuroni ed a sostegno di questo portano i seguenti dati.
1) le AFS cells esposte ad un medium di coltura specifico che precedentemente aveva dimostrato buoni risultati in senso di differenziazione neuronale, hanno mostrato di possedere markers neuronali e di dare luogo a rilascio di glutammato
2) Queste cellule mostrano una corrente al potassio sensibile agli ioni Bario
3) Gli autori citano la nestina come marker principale della differenziazione neuronale
4) Espressione di Girk2
Questo e’ a brevi linee quello affermato dal gruppo di De Coppi.
Quello che ora ci si chiede e’, bastano queste osservazioni per dire che queste cellule derivate dal liquido amniotico possono differenziarsi in neuroni funzionali? A mio avviso, e a quanto pare e’ la stessa perplessita’ espressa dai ricercatori no..
Parliamo per esempio del Glutammato..Ci sono tantissime cellule in grado di rilasciare glutammato, per esempio si sa ormai da tempo che il glutammato puo’ essere rilasciato da svariati tipi cellulari quali per esempio astrociti, osteoblasi, cellule del fegato e altre ancora..
Quindi bisogna chiaramente, a mio avviso precisare che il rilascio del glutammato non e’ specifico per la differenziazione neuronale..e questa cosa va a mio avviso tenuta ben in considerazione.
Altro fattore importante, la nestina. La nestina e’ si espressa dalla linea neuronale ma bisogna anche sottolineare che l’espressione di nestina e’ tipica anche delle cellule dell’endotelio dei vasi sanguigni, del rene e cosi’ via.. a questo proposito anche le immagini riportate nello studio di De Coppi hanno evidenziato qualche perplessita’ circa la marcatura fluorescenze della nestina, secondo quanto affermato da Toselli e gli altri..
Girk2 sappiamo che viene espressa anche in altri tipi cellulari quali per esempio i testicoli e per questa ragione non puo’ assolutamente essere considerato un marker neuronale specifico.
Insomma che dire, non credo sia eticamente corretto, in vista anche del clamore medico suscitato da questo studio, affermare che le cellule staminali derivate da liquido amniotico possono svilupparsi in neuroni perfettamente funzionanti. Credo, ed e’ lo stesso che affermano i ricercatori citati, che ulteriori evidenze sperimentali debbano essere portate per affermare questo.
Riguardo la replica di De Coppi, bhe’ loro affermano che l’intento dello studio era quello non tanto di riuscire a dimostrare la produzione di neuroni perfettamente funzionanti, quanto riuscire a dimostrare la possibilita’ di fare eveolvere queste cellule staminali verso la linea neuronale.. ma a mio avviso siamo ancora al punto di partenza..
Se qualcuno ha altro da aggiungere mi piacerebbe parlarne nel blog. Un saluto a tutti e buon lavoro.
@ Paolo. Per quanto riguarda le affermazioni di Ole Isacson e Oliver Cooper bhe’, questa e’ anche la loro opinione..piu’ volte espressa anche ai media..
Sono concorde con quanto espresso, ci vogliono ben altri dati per dire di averer differenziato delle cellule in neuroni funzionanti. Ho studiato per diverso tempo anche io le cellule di villo coriale per capire se potessero avere caratteristiche pluripotenti simili alle staminali embrionali. l’argomento è complesso, perchè se è vero che sono positive a marcatori tipici delle hES (oct-4, SSEA-4, Nanog ecc.) sono al tempo di prelievo positive anche a marcatori come α-fetoprotein, smooth-muscle actin e β III tubulin, indicativi dei tre foglietti embrionali.
Probabilmente condizioni specifiche di coltura cellulare favoriscono la crescita di un lineage specifico rispetto ad un altro, ma già “esistente”…..
Sono a mio avviso cellule comunque molto interessanti da continuare a studiare, potrebbero dare buoni risultati soprattutto considerando il fatto che se inoculate in vivo non sono teratogene.
Penso comunque che il futuro sarà il controllo dello stato differenziativo di cellule adulte mediante gli studi sull’epigenomica.
@Germana, complimenti per il filone di ricerca che hai seguito.. credo sia personalmente un campo veramente interessante..
un saluto
Una domanda banale banale: quali cellule del nostro corpo esprimono, al contempo, glutammato, nestina e Girk2?
Concordo che il clamore creato lo scorso anno sia stato forse eccessivo, ma non per colpa degli autori dell’articolo che non mi pare che abbiano mai affermato di avere la certezza di aver creato neuroni. Sarebbe un po’ pretenzioso anche confrontando i risultati con quelli delle staminali embrionali. Anche la lettera appena uscita mi pare che dica, grosso modo, che non ci siano elementi secondo loro sufficienti (non certo una novità in ambito scientifico con le nuove scoperte). In molte agenzie s’è detto che invece questo nuovo articolo (che appunto è una lettera) dimostra che quello di De Coppi et al non è corretto. Qui si cade nello stesso errore di cui si parlava prima.
Da qualunque angolo la si veda, quella linea di ricerca va assolutamente perseguita, come a me piacerebbe che ci fossero meno ostacoli con le staminali embrionali. Queste battaglie gli uni contro gli altri a suon di comunicati fanno male a tutti, gli uni e gli altri, e quindi a noi.
Isacson e Cooper non sono scettici nel senso che la frase lasciava intuire: hanno detto di sperare che nuove evidenze emergano. Dirsi scettici è un’altra cosa: vuol dire avere riserve sulla correttezza delle conclusioni. La cosa è ben diversa dal desiderare ulteriori prove. Va detto, e detto chiaramente: che anche accettando (giustamente) l’idea che le prove non siano ancora sufficienti, nessuno, ripeto, nessuno dei dati presentati punta nella direzione opposta.