Prendo spunto da un interessante articolo letto sulla rivista scientifica “Cancer Treatment Reviews” dal titolo “Metastatic breast cancer: The role of pegylated liposomal doxorubicin after conventional anthracyclines”.
Le antracicline hanno da sempre dimostrato una alta attivita’ antitumorale nel cancro al seno, tanto da essere utilizzate nelle fasi iniziali di malattia, nonche’ in corso di malattia conclamata.
Numerosissimi studi hanno dimostrato che questi agenti sono associati ad una tossicita’ cardiaca che spesso limita il loro utilizzo.
In particolare il rischio di cardiotossicita’ legato all’utilizzo terapeutico delle antracicline appare essere piu’ elevato in donne con cancro al seno con overespressione di Her2 che abbiano precedentemente ricevuto un trattamento antracicline-trastuzumab.
Questo studio prende in considerazione l’utilizzo della doxorubicina liposomale, pegylated liposomal doxorubicin (PLD).
Si e’ attentamente analizzato il ruolo di tale sostanza e si e’ visto che essa appare essere ugualmente efficace nell’ambito di trattamento per cancro al seno (iniziale ed avanzato) presentando pero’ minori effetti cardiotossici rispetto alle antracicline standard.
Anche in questo caso la somministrazione puo’ essere fatta singolarmente o in combinazione con trastuzumab.
Questa sostanza ha inoltre mostrato di migliorare il tempo di progressione tumorale se usato come terapia di mantenimento, eliminando in questo modo il problema della cardiotossicita’.
Penso che a breve vi saranno sicuramente dei nuovi sviluppi, nel frattempo mi piacerebbe aprire un dibattito in tal senso all’interno del blog.



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